By Eleonora Fiorani

“CORPO IO SONO E NULL’ALTRO” per RAUL GABRIEL di Eleonora Fiorani 2003 (fondazione Mudima)

Niente è più misterioso del corpo, neppure la mente o solo la mente lo è altrettanto. Il corpo è l’enigma cui ciascuno di noi e ogni società cerca di dare la propria risposta: è l’enigma dell’essere, della materia e della “carne’ delle cose e del mondo, dei linguaggi e del vuoto da cui viene il senso. Corpo siamo noi, i nostri vissuti, storie, immaginari. Il corpo è il “punto zero di orienta­mento”, da cui procedono i luoghi dello spazio, la matrice di ogni altro spa­zio esistente. ‘Tramite il corpo mi riconosco “uomo chiuso in un sacco ” e l’u­niverso delle cose si richiude su di me, preso nel giro delle cose carnali. L’irruzione del corpo, del corpo-carne, vivente e libidinale, del corpo “sel­vaggio’, aformale più che informale, senz’organi, come diceva Artaud, è al centro della ricerca di Raul Gabriel: un corpo al singolare spogliato di ogni dimensione organica, che diviene il “‘luogo di trasmigrazione”, di registra­zione di affetti, di visibilità, udibilità, dicibilità, individuazione, il luogo da cui affiorano i continenti e tutti i nomi, un corpo-“energheia , magmatico e in tensione nelle colate dense e scure, urlate nei bruni e attraversate a tratti da gialli e verdi, in un gioco di addensamenti e trasparenze, che “alleviano ‘. come dice di lui Gualdoni, il prevalere duro dei bruni e dei bianchi calcina­ti, ossosi, ma pur sempre sorprendentemente carnali. E la carnalità delle colate fibrose e materiche che avvolgono le forme ciò che nelle tele di Raul Gabriel esercita un fascino enigmatico e incantatorio che spiazza le attese di forme composte e addomesticate, in questa seduzione enigmatica che cattura lo sguardo e lo trattiene si rendono visibili all’improvviso in tra­sparenza volti, dorsi, bocche spalancale. Ciò che ci ammalia e impedisce di distogliere lo sguardo è la visione della furia e passione del corpo selvaggio: le presenze delle tele di Raul Gabriel ci riportano a una sorta di punto zero, di inizio furioso, caotico, di energia pura, sensuosa, senza limiti, di pulsione e volontà d’essere, cieca ad ogni altra istanza, in cui tutto ciò che credeva­mo di sapere del corpo e del mondo entra in scacco o anche ciò che abbia­mo sempre saputo e non volevamo sapere si rende visibile. L’immagine visi­va capta il corpo tattile, si fa luogo dell’immaginario del vedere: inaugura il didentro e il di fuori e il loro scambio. E ciò che vediamo emergere, senza più allusioni alla forma del corpo, in una pura concrezione segnica, in bran­delli di carne o ossa, nei cartoni, nelle colate di bitume e lacca, che alterna­no bianchi, neri, grigi, e nella nuova serie di tele in cui esplode la violenza espressiva del colore, nelle splendide superfici monocrome, bianche e nere, e in quelle bicromatiche per contrasto e opposizione. Aformalismo, espressionismo, rammemorazioni delle colate materiche di Pollock e dei corpi disfatti e delle tonalità spettrali di Kirchner sono inevita­bili, e però contraddette nello spesso tempo dalla diversa tonalità e dai rove­sciamenti di senso, dall’impossibilità di chiudere in una classificazione data la complessa sperimentazione e ricerca pittorica di Raul Gabriel, mentre ne sentiamo la straordinaria attualità e capacità di dire la nostra attuale condi­zione e esperienza di vita e del mondo.

Eleonora Fiorani

Eleonora Fiorani

Epistemologa e saggista, si occupa delle nuove scienze della complessità e di quelle dell’antropologia e della comunicazione. Ha indagato gli oggetti, i materiali, le territorialità, gli immaginari delle società postmoderne.

I suoi ultimi libri sono Il mondo degli oggetti (2001), La nuova condizione di vita (2003), Abitare il corpo (2010 ii ed. ampliata), Panorami del contemporaneo (2009 ii ed. ampliata), Moda, corpo, immaginario (2006), Grammatica della comunicazione (2006, iii ed. aggiornata), Diversamente il Novecento (2007), Erranze e trasalimenti (2009), La pelle del design (con B. Del Curto e C. Passaro, 2010).

Collabora a riviste e ha organizzato convegni e mostre su tematiche interdisciplinari. Insegna antropologia al Politecnico di Milano e Semiotica allo Ied e alla Naba.